Una nuova tecnologia idrica riduce i rischi di salute derivanti dagli scarti delle strutture ospedaliere

 FOTO: Christine Anna Hastrup, ingegnere ambientale presso DHI con un campione pieno di acque reflue provenienti dall'ospedale di Herlev vicino a Copenhagen, Danimarca.

Un impianto pilota, utilizzando tecnologia Grundfos, ha permesso di eliminare le acque reflue di un ospedale danese che contenevano residui non trattabili da impianti ordinari di trattamento. Il progetto mira alla risoluzione di un problema globale.

Il 2 ottobre 2014, i tecnici dell'ospedale di Herlev, vicino a Copenhagen, hanno finalmente raggiunto un ottimo risultato per quanto concerne il trattamento delle acque reflue ospedaliere, giungendo ad una soluzione che potrebbe risolvere una problematica di portata mondiale. I test hanno evidenziato che l'acqua in uscita dall'impianto era quasi pura.

Questo è certamente un risultato importante.

Le acque reflue ospedaliere non possono essere trattate con mezzi ordinari

Le acque reflue provenienti dalle strutture ospedaliere possono contenere tracce di svariate sostanze, tra cui virus, batteri molto resistenti, medicinali e sostanze chimiche per il trattamento del cancro. Tra le sostanze in uscita dalle strutture ospedaliere ci sono anche piccoli quantitativi di sostanze ad alterazione ormonale e altri residui medicinali provenienti dagli scarichi personali dei pazienti che finiscono all'interno delle reti fognarie pubbliche.

Successivamente, le acque reflue sono normalmente inviate ad una struttura pubblica così che possano essere sottoposte a trattamento. E' qui che iniziano i veri problemi, secondo Ulf Nielsen, Chief Environmental Planner della società di consulenza ambientale DHI Denmark.

"Gli impianti municipalizzati di trattamento fognario non sono progettati per gestire scarti provenienti da medicinali o da rifiuti biologici. E' per questo motivo che ritroviamo le stesse sostanze nei nostri corsi d'acqua," afferma Ulf Nielsen, che negli ultimi anni si è dedicato allo studio delle acque reflue ospedaliere.

FOTO: Parte del processo di trattamento con Grundfos BioBooster consiste nel far passare l'effluente ospedaliero a pressioni molto elevate attraverso una serie di unità di filtrazione a membrana.

Le acque reflue sono nocive per la salute e per l'ambiente

Ulf Nielsen sottolinea che le acque reflue ospedaliere sono pericolose per la salute umana, specialmente quella del personale impiegato presso gli impianti di trattamento delle stesse. Nell'eventualità di abbondanti piogge e/o di allagamenti, i serbatoi di raccolta presenti nel sistema fognario possono traboccare.

Sono inoltre pericolose per la fauna marina. Eventuali acque reflue trattate che presentano però ancora tracce di sostanze farmacologiche o di agenti patogeni possono causare problematiche di natura varia alla fauna locale.

"Anche se in piccole concentrazioni, le sostanze presenti all'interno delle acque reflue ospedaliere possono impattare la vita animale," ci spiega Ulf Nielsen. "Gli estrogeni possono, per esempio, generare pesci ermafroditi, mentre alcuni antidolorifici sono velenosi per le trote e certi psicofarmaci possono avere un impatto sul comportamento dei pesci e degli uccelli."

I regolamenti degli ospedali non sono ancora attualmente totalmente implementati

Alcuni comuni in Danimarca stanno cercando di scoprire la giusta modalità per regolare e standardizzare il trattamento delle acque reflue ospedaliere, afferma Poul Madsen, Group Vice President, Global Water Treatment Solutions: "I regolamenti saranno in essere tra un anno o due, ma per ora non esistono richieste inerenti processi di trattamento speciali. Le acque reflue ospedaliere e domestiche sono attualmente trattate nello stesso modo - e questo tipo di approccio non è sicuramente tra i più efficaci."

Nel frattempo, la Commissione Europea ha iscritto tre prodotti farmaceutici in una lista di sostanze da regolamentare in un prossimo futuro. Attualmente, non esistono standard europei per la gestione dei farmaci o delle sostanze patogene presenti nelle acque reflue ospedaliere.

Una partnership innovativa risolve il problema

Per gestire al meglio la problematica delle acque reflue, il governo regionale dell'area denominata Greater Copenhagen (di cui fa parte la capitale della Danimarca), ha stabilito una partnership innovativa nel Luglio del 2012, che coinvolge l'ospedale di Herlev ed altri enti, sia pubblici che privati, tra cui DHI Denmark e Grundfos A/S.

La partnership è stata creata per trovare una soluzione in grado di rimuovere effetivamente le sostanze nocive all'interno delle acque reflue, invece di diluirle con altre acque reflue provenienti dal sistema di trattamento pubblico. Chiedere a Grundfos di fare parte della partnership era quindi indispensabile, afferma Sophie Hæstorp Andersen, Regional Chairman.

"Grundfos ha precedentemente testato alcune tecnologie all'avanguardia in sede di laboratorio insieme ad altri ospedali della nostra area," ci spiega. "Il grande successo è anche dovuto alla partnership con Grundfos."

Il trattamento decentralizzato è la chiave del successo

Il risultato di questa innovazione è stato svelato il 2 Ottobre 2014: un impianto di trattamento delle acque reflue compatto e personalizzato costruito vicino all'ospedale e progettato dal dipartimento responsabile del progetto Grundfos BioBooster. Il trattamento locale delle acque reflue è la chiave del successo del sistema, afferma Poul Madsen di Grundfos.

"Il nostro impianto riceve le acque reflue direttamente dall'ospedale. Le acque reflue non sono miscelate con quelle provenienti dall'impianto pubblico di trattamento. Questo ci permette di colpire le sostanze nocive presenti all'interno delle acque reflue ospedaliere in modo più efficace," ci spiega.

FOTO: Il sistema BioBooster purifica le acque reflue in tre fasi.

Sicuro, flessibile e fondamentalmente differente

Il nuovo impianto di trattamento coinvolge processi di purificazione biologica, ma anche un insieme di membrane per filtrazione in ceramica e una fase di purificazione totale effettuata con carbone attivo e ozono. Il sistema risulta estremamente flessibile: ogni elemento può essere ingrandito, rimosso o modificato per soddisfare ogni necessità.

Il layout fisico dell'impianto è inoltre molto diverso da quello offerto dalle comuni centrali di trattamento delle acque reflue.

"Le acque reflue ospedaliere sono normalmente immesse in grandi centrali di trattamento municipali in grado di occupare molto spazio e che richiedono lunghe condotte che portano le acque dall'ospedale alla centrale di trattamento," afferma Poul Madsen. "Abbiamo sviluppato una centrale per il trattamento idrico che può essere consegnata in quattro o cinque moduli prefabbricati. E' grande quanto una piccola casa e permette di trattare le acque reflue ospedaliere sul posto per poi rilasciarle nell'ambiente circostante."

Gli odori ed i patogeni trasportati dall'aria sono anch'essi trattati sul posto: sono purificati dall'aria prima di essere rilasciati dal sistema di trattamento chiuso. Le acque di scolo del sistema (tra cui anche i patogeni rimanenti) sono seccate sul posto e poi trasportate fuori dal sito per essere incenerite presso un impianto di incenerimento locale.

L'acqua trattata può diventare una risorsa

L'impianto di trattamento è solo un progetto pilota. La fase pilota terminerà a metà 2015. Fino ad allora DHI continuerà a monitorare ed a testare le acque reflue trattate per verificare la presenza di circa 100 sostanze differenti. Durante questa fase, l'acqua trattata verrà immessa nell'impianto fognario pubblico e nel sistema di trattamento delle acque reflue.

Se i risultati dei test di DHI riescono a mantenere gli standard dimostrati fino ad oggi, in futuro sarà possibile evitare il passaggio attraverso gli impianti pubblici di trattamento. Parte di queste acque potranno essere infatti riutilizzate localmente, ad esempio per l'utilizzo tecnico ospedaliero - e parte sarà rilasciata direttamente nel fiume Kags, contribuendo ad una flusso idrico migliore durante i mesi estivi.

In altre parole, l'acqua che una volta rappresentava un semplice problema da eliminare è ora invece anche una risorsa.

Le nuove normative potrebbero creare un interesse reale verso soluzioni testate ed affidabili

Poul Madsen è felice di notare che il legislatore ha, negli ultimi anni, iniziato a mostrare maggiore interesse verso la regolamentazione delle "acque reflue ospedaliere". In Danimarca, l'impianto di trattamento di Herlev aiuterà a fissare lo standard per la prossima regolamentazione delle acque reflue ospedaliere, ci dice.

"Vi è il crescente bisogno di una regolamentazione specifica per questo settore," aggiunge Poul Madsen. "Stiamo rilasciando ogni tipo di sostanza nelle nostre acque. Questa sarà l'acqua che sarà bevuta dai nostri discendenti."

Madsen spiega che i limiti imposti dalle normative in merito alle sostanze medicinali e biologiche presenti nelle acque reflue creeranno un maggiore interesse verso quelle soluzioni tecnologiche in grado di gestire la nuova situazione a cui deve far fronte ogni ospedale.

Il "modello Herlev" ha generato grande interesse internazionale

Sophie Hæstorp Andersen è convinta che il nuovo sistema di trattamento appena inaugurato possa aiutare moltissimi ospedali in tutto il mondo a fronteggiare gli stessi problemi dell'Herlev Hospital.

"Crediamo di essere in possesso della soluzione che permetterà di fronteggiare un problema esistente in moltissimi ospedali, sia danesi che non. La soluzione ha già creato molto interesse a livello internazionale - infatti, abbiamo incontrato svariate delegazioni internazionali, tra cui una proveniente dalla Cina."

Poul Madsen è sicuro che il futuro sarà migliore grazie a questo nuovo sistema di trattamento delle acque reflue:

"L'Herlev Hospital è il primo ospedale nel mondo ad installare questa soluzione tecnologica. Credo fermamente che abbia un potenziale più grande. Credo che questa soluzione possa, negli anni a venire, diventare sempre più importante - specialmente nelle nazioni industrializzate dove esiste un interesse politico ed una maggiore attenzione verso argomenti correlati all'ambiente.

Clicca qui per scoprire di più sulla soluzione di trattamento delle acque reflue adottata presso l'ospedale.

Per maggiori informazioni, contattare biobooster@grundfos.com.





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